L'effetto serra e il buco dell'ozono

La bomba climatica a tempo

Piu' di 160 governi hanno firmato nel Giugno 1992 ( Earth summit di Rio ) la Convenzione sui cambiamenti climatici, che li impegna a stabilizzare le concentrazioni in atmosfera di anidride carbonica e di altri gas a effetto serra a livelli che non costituiscono un pericolo. Nonostante questo, i governi ritardano ancora la messa in atto di programmi idonei per fermare " la bomba climatica a tempo ". A livello scientifico, le Nazioni Unite costituirono nel 1988 la " Commissione Intergovernativa sul cambiamento del clima " ( IPCC ) per studiare l' impatto dell' uomo sul clima, al fine di suggerire al leaders mondiali come affrontare il problema. Nel 1995 l' IPCC ribadiva che il cambiamento climatico era in atto e che questo e' causato innanzitutto dalle attivita' umane, in particolare dall' uso del petrolio, carbone e gas. La temperatura media globale e' cresciuta tra lo 0,3 e lo 0,6 gradi centigradi negli ultimi 140 anni. In questo lasso di tempo, gli otto anni piu' caldi sono avvenuti dopo il 1980 ed in assoluto, il 1990 e' stato l' anno piu' caldo. Inoltre, la temperatura del permafrost ( lo strato ghiacciato del terreno ) in Canada e' stata, nel 1992, piu' calda di 1,5° C rispetto all' inizio degli anni '70, le temperature primaverili sono aumentate e il disgelo e' cominciato prima del solito. Gli oceani sono importanti quanto l' atmosfera nel determinare il clima del pianeta, in quanto assorbono sia il calore che l' anidride carbonica. In diversi mari del mondo e' stato riscontrato negli ultimi 30 anni un aumento della temperatura, sia di superfice che di profondita' , tra i 0,12° C e i 0,7° C con conseguenze gravi per l' intero ecosistema. Anche la nostra salute e' minacciata dal cambiamento climatico. E' previsto un sensibile aumento di casi di malaria, asma, encefalite, tubercolosi, lebbra e morbillo. L' aumento delle temperature sta creando le migliori condizioni per la diffusione delle zanzare in nuove regioni, tra cui gli USA, l' Australia, il Regno Unito, il Bangladesh, la Cina e l' Egitto. L' aumento della temperatura incide anche sulla diffusione dei parassiti con un effetto negativo sui raccolti, sul bestiame e sulla produzione forestale in alcune aree. La migliore stima dell' IPCC per l' innalzamento del mare e' di una media mondiale di 3-10 mm all' anno. Poiche' il 70% della popolazione mondiale vive in aree costiere, il potenziale impatto di un massiccio trasferimento delle persone e delle attivita' economiche risulta evidente, anche per un modesto innalzamento dei mari. Riassumendo, l' ultimo rapporto dell' IPCC afferma che il cambiamento climatico globale e' in atto, gli impatti futuri sono enormi e gran parte del danno sara' causato dall' anidride carbonica ( CO2 ) dovuta alla combustione del petrolio, carbone e gas. Gli scienziati hanno sottolineato che i governi devono introdurre drastiche riduzioni delle emissioni di CO2, tali riduzioni sono tecnicamente ed economicamente fattibili . Deve essere promossa l' efficienza energetica e le misure di risparmio, assicurare lo sviluppo e la veloce diffusione delle tecnologie energetiche pulite. In sintesi, dobbiamo usare meno energia e imparare ad essere piu' efficienti nel suo uso. Abbiamo bisogno di standard piu\rquote stringenti per gli elettrodomestici e commerciali. Il frigorifero Greenfreezer per uso domestico e' un esempio di risparmio attuabile, come l' automobile SmILE di Greenpeace, capace di percorrere 100 Km con 3 litri di carburante. Greenpeace crede che un futuro senza fonti fossili sia essenziale a preservare l' ambiente dal serio rischio del cambiamento climatico. Politiche di sviluppo economico basate su costanti ed ingenti investimenti nel settore delle fonti energetiche non rinnovabili allontaneranno sempre di piu' l' obiettivo della stabilizzazione del clima a livelli di sicurezza. La riduzione dell' uso dei combustibili fossili avra' delle implicazioni nello sviluppo e nello sviluppo del settore energetico che, ovviamente, deve modificarsi e d intraprendere una nuova strada verso uno sviluppo eco-sostenibile. Greenpeace si batte per convincere i governi e le industrie di tutto il mondo che una rapida riduzione dei gas clima alteranti e' non solo urgente, ma facilmente praticabile. Dal 1992, EARTH - Rio, ad oggi, Greenpeace ha promosso diverse " soluzioni " per combattere l' effetto serra che, puntualmente, sono state ignorate o prese in considerazione con notevole ritardo dalla classe politica e industriale.

Desertificazione: il Mediterraneo e' in pericolo

Gran parte della desertificazione e' attribuita alle pratiche di sfruttamento delle terre povere, ma condizioni climatiche piu' calde e secche ne aggraverebbero il fenomeno, interessando aree non a rischio. Inoltre, il tasso di desertificazione aumenterebbe per opera dell' intensificarsi dei fenomeni di erosione, della salinizzazione degli incendi accidentali e dell' impoverimento del suolo. Come risultato e' prevedibile che il processo di desertificazione diventi irreversibile. I costi economici ed umani di un aumento della desertificazione sarebbero spaventosi. E' prevedibile che i primi effetti del cambiamento climatico ricadranno sulle risorse idriche del Mediterraneo. Riduzioni della disponibilita' di acqua dolce si avranno nei paesi del sud Mediterraneo, l' Italia e' da anni in crisi idrica con sprechi enormi una erogazione dell' acqua insufficiente a coprire il fabbisogno crescente. Il nostro Pianeta si sta' riscaldando ad una velocita' mai conosciuta. Se il ritmo di emissioni dei gas che provocano l' effetto serra non rallentera' , il nostro Pianeta subira' modificazioni irreversibili, in grado di minacciare seriamente l' equilibrio naturale.

Le fonti rinnovabili

Greenpeace crede che puntare su risorse sostenibili, un futuro energetico pulito, basato sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell' efficienza energetica e' un imperativo, non solo morale ma anche di un' occasione per cominciare a riconciliare gli interessi dell' economia e dell' occupazione con quelli dell' ambiente e del clima globale. Piu' efficienza significa piu' innovazione e piu' occupazione, diminuendo le emissioni di gas a effetto serra. E' necessario innanzitutto una leadership politica, sia essa locale, regionale o nazionale, che vogliano promuovere lo sviluppo delle nuove tecnologie e che ne favoriscano una rapida diffusione. Greenpeace ritiene che un futuro senza fonti fossili e nucleare sia essenziale per la salvaguardia dell' ambiente. Per l' energia non esiste il " libero mercato " : i governi sono intervenuti nel passato e cosi' faranno nel futuro. Ma troppo spesso hanno avvantaggiato le fonti fossili e il nucleare. I fondi per la ricerca e le politiche fiscali hanno distorto il mercato a loro favore, a spese delle fonti rinnovabili e dell'' efficienza energetica. La maggior parte delle aziende elettriche trae vantaggio dal vendere piu' energia, non dall' aiutare la gente a risparmiarla. Come priorita' centrale, le politiche dovrebbero scoraggiare l' uso sconsiderato delle fonti fossili e dell' elettricita' , introducendo norme stringenti per l' edilizia e per l' industria, imponendo alle aziende di realizzare misure di risparmio energetico. Un mercato per le fonti rinnovabili puo' espandersi solo con il pieno supporto dei governi. I governi possono dare incentivi finanziari e consulenza per la produzione e il marketing. Possono coordinare il collaudo dei prodotti, la formazione l' addestramento, la pubblicita' . La reale possibilita' di progresso non risiede in una sola soluzione ma in una combinazione ragionata di diverse misure. La maggior parte delle fonti rinnovabili, solare termico - fotovoltaico, eolico, biomasse, efficienza energetica nei trasporti, geotermia, energia idroelettrica, anche se alcune richiedono un forte miglioramento. Una campagna di Greenpeace riguarda il solare termico per l' uso di acqua calda. Questa iniziativa e' stata denominata " Alla scoperta dell' acqua calda " e realizzata in collaborazione con esperti del settore, dagli uffici alle scuole, dalle piscine alle case, sono molteplici le applicazioni dei pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria sia nel caso di nuove costruzioni che di ristrutturazioni. Abbiamo dunque l' energia per cambiare.

Buco dell' ozono

Come e' noto, lo strato di ozono, che avvolge il pianeta, assorbe gran parte delle radiazioni ultraviolette UV-B. La luce e le radiazioni invisibili all' occhio umano hanno scaldato la terra, provocato reazioni chimiche, innescato i processi che ci permettono di vivere su questo, nonostante tutto, bellissimo pianeta. Oltre alla luce percepibile all' occhio umano, il sole emette anche raggi infrarossi, i raggi ultravioletti, i raggi gamma, i raggi x, le onde radio, i neutrini e le particelle elettricamente cariche. Non tutte queste radiazioni raggiungono la terra, il campo magnetico terrestre ne deflette gran parte e l' atmosfera filtra questo flusso schermando soprattutto i raggi ultravioletti e lasciando passare soltanto la luce visibile e le onde radio. L' ozono un gas instabile di colore azzurro, si trova diffuso tra i 15 e 25 km di altitudine con centrato in quella parte di atmosfera terrestre chiamata stratosfera. Solo un effimero strato di ozono di 3 millimetri ci difende dalla parte piu' pericolosa delle radiazioni solari. E' la stessa luce solare che lo produce naturalmente, grazie a reazioni fotochimiche con radiazioni che dissociano l' ossigeno molecolare in due atomi liberi, quando uno di questi atomi si lega con una molecola di ossigeno inalterata si forma una molecola instabile costituita da tre atomi di ossigeno: l' ozono. L' energia assorbita da queste radiazioni viene restituita come calore all' atmosfera contribuendo cosi' in maniera significativa a determinare il profilo delle temperature che al di sopra dello strato di ozono subisce un riscaldamento. Nel 1974 gli scienziati Rowland e Molina dell' Universita' della California a Irvine, per primi avanzarono l' ipotesi che i clorofluorocarburi prodotti industrialmente potessero avere effetti distruttivi sull' ozono, negli anni a venire sia la NASA che ricercatori e scienziati provarono quanto da loro affermato, preoccupandosi per l' espandersi del buco sull' Antartide. Sono il sottoprodotto, da una parte della creativita' e ingenuita' dell' uomo e dall' altra, della sua negligenza e avidita'. Entrambe rappresentano la piu' grande minaccia alla vita umana sul nostro pianeta. Il loro impatto su tutte le attivita' umane e lo stato globale della biosfera e' estremamente negativo. Inoltre, si trovano in relazione sinergica tra loro cosicche' ogni singola emergenza aggrava l' altra. L'aspetto piu' allarmante di queste emergenze e' il comportamento delle multinazionali che con i loro prodotti hanno portato a tali crisi. La strategia delle industrie chimiche e di tutte quelle che hanno alla base l'utilizzo di fonti fossili puo\rquote essere sintetizzata in: negare, ritardare, dominare e trasferire. Negare che esista il problema e che qualcuno o qualcosa ne sia minimamente responsabile. Ritardare qualsiasi accordo nazionale o internazionale che possa in qualche modo avere una ripercussione negativa sui propri profitti. Dominare l' opinione pubblica, le risposte dei governi e, soprattutto, il mercato. Trasferire, ogni qualvolta che ce ne sia la possibilita' , le proprie tecnologie obsolete nei mercati dei paesi in via di sviluppo e massimizzare quindi il proprio profitto.

 

 

Greenpeace ha promosso una nuova tecnologia di refrigerazione adatta per i banconi frigoriferi dei supermercati . Questa tecnologia si basa su due circuiti di refrigerazione all' interno dei quali vengono usate sostanze refrigeranti non nocive ( ammoniaca+miscela Flo-Ice ) consentendo di coprire un settore importante della " catena del freddo " e puo' essere estesa a nche alla refrigerazione industriale. I costi, rispetto ad un sistema tradizionale, sono minori del 15%. Dal punto di vista politico, le decisioni prese a Copenaghen nel 1992, durante la conferenza dei paesi aderenti al Protocollo di Montreal, hanno stabilito che la produzione di CFC e' bandita dal 1 Gennaio 1996. Questa si sta rivelando una vittoria apparente, restando in produzione tutte le altre sostanze, altrettando dannose, come gli HCFC e gli HFC. La convenzione di Vienna del 1985 e il conseguente Protocollo di Montreal del 1987 avevano quindi dato la speranza di poter eliminare, nel giro di pochi anni, la produzione e l' uso delle sostanze che bucano l' ozono. Molti anni dopo dobbiamo registrare, insieme alle notizie sul grave allargamento del buco sia sull' emisfero australe che in quello boreale, un fallimento del Protocollo di Montreal. Dal 1996 e' illegale acquistare CFC nei paesi sviluppati, con l'eccezione degli usi obbligati e dell'esportazione verso paesi in via di sviluppo, per i quali l' uso di CFC e' ancora consentito fino al 2010. In Italia la legge sostenuta da Greenpeace per eliminare tutte le sostanze buca ozono entro il 2000 fu approvata dal Parlamento nel dicembre del 1993 ( legge 549/93 ). Nel 1994 e' entrato in vigore il regolamento CEE che fissava al 2014 la data di eliminazione per gli HCFC e al 2010 la data dell' eliminazione per il Bromuro di Metile, fumigante impiegato per le piu' diverse produzioni agricole.Questo regolamento anticipava comunque le date stabilite dal protocollo di Montreal, 2029 per gli HCFC e nessuna limitazione per il Bromuro di Metile. Ne e' sorto un conflitto che ha fatto riaprire la discussione sulla legge salva-ozono. Il braccio di ferro tra Greenpeace e l' industria sulle date dell' eliminazione delle sostanze buca-ozono si e' concluso con un compromesso: eliminazione di tutte le sostanze ozono-distruttive al 2008. Nel 1997, in occasione del decimo anniversario del Protocollo di Montreal, Greenpeace e' stata premiata dal programma Ambientale delle Nazioni Unite per aver promosso con il Greenfreeze una soluzione concreta.

 

Greenpeace - Crema

Maggio 2000

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