Il nucleare

La minaccia nucleare

L'esistenza, la sperimentazione e la proliferazione delle armi nucleari rimane una delle minacce piu' gravi per la sopravvivenza della specie umana. Greenpeace si e' da sempre e con forza battuta per ottenere delle misure di disarmo e per la messa al bando totale dei test nucleari, in modo da eliminare le armi nucleari e fermare la corsa mondiale agli armamenti. Per 29 anni Greenpeace ha protestato, e continuera' a farlo, direttamente contro i test nucleari effettuati dalle grandi potenze ed ha avuto un ruolo determinante nella loro cessazione o sospensione da parti di alcuni di questi paesi. Greenpeace continua inoltre ad adoperarsi per l'eliminazione totale delle armi nucleari di tutto il mondo. L' energia atomica e' strettamente connessa alla corsa degli armamenti nucleari. Il riprocessamento delle scorie dei reattori nucleari e' un elemento cruciale per la produzione di plutonio usato nelle armi atomiche, mentre il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi pone dei rischi potenzialmente catastrofici per la vita umana e per l' ambiente. Allo stesso tempo, l' incidenza dei casi di cancro nelle zone circostanti le centrali nucleari rimane preoccupantemente elevata, cosi' come il rischio di ulteriori catastrofi, come per esempio l' incidente al reattore nucleare di Chernobyl. Greenpeace si batte per l' eliminazione graduale e totale dell' energia nucleare e per una gestione responsabile delle scorie. Il programma di svilupp o nucleare " Atoms for peace " lanciato da Truman nel 1953 prometteva una fonte energetica sicura e a basso costo. L' espansione di quest' industria, in realta', e' servita per lo piu' a coprire una parte dei costi della produzione di bombe atomiche. A questa conclusione giungeva , nel 1994 , la rivista inglese The Economist , in un editoriale riferito all' ipotesi di privatizzazione del nucleare in quel paese e dal titolo significativo " No thanks ". In realta', a 14 anni dall' incidente di Chernobyl, ha avuto un forte declino.La prima grande battuta di arresto allo sviluppo del nucleare e' stato l' incidente alla centrale americana di Three Mile Island ( 1979 ) e poi il successivo alla centrale russa di Chernobyl ( 1986 ). Da allora quasi tutti i paesi del mondo hanno interrotto i loro programmi atomici e altri possono vantarsi di non avere piu' centrali in funzione, Austria, Danimarca, Norvegia, Grecia e Italia dopo il 1988. I programmi per la produzione dell' energia elettrica sono stati criticati per tre ragioni ambientali: sicurezza delle centrali, inquinamento radioattivo, impossibilita' di risolvere il problema delle scorie radioattive a lunga vita. Il nucleare assicura il 17 % dell' elettricita' , cioe' il 5 - 6 % dell' energia totale. Negli ultimi anni i costi si sono impennati: molti governi occidentali hanno fatto marcia indietro oppure hanno preso tempo prima di ratificare la costruzione di nuovi impianti. Il calo evidente nel ritmo di crescita del settore racconta meglio di ogni altra cifra il lento declino della " follia nucleare ".

L' atomo

Ogni elemento chimico e' costituito da atomi, particelle estremamente piccole, identiche fra loro, che conservano, in tutte le reazioni chimiche, la massa e le proprieta' caratteristiche dell' elemento considerato.L' atomo e' composto da un nucleo centrale e degli elettroni che ruotano intorno. Il nucleo e' composto dai protoni che hanno carica elettrica positiva e dai neutroni, con carica nulla. Il numero dei protoni presenti nel nucleo varia per ogni elemento e ne determina le caratteristiche chimiche e fisiche: 13 alluminio, 26 ferro ect. Se il numero dei protoni e dei neutroni aumenta oltre un certo limite, le forze di coesione tra neutroni e protoni possono diventare insufficienti.

La fissione

Il nucleo diventa instabile e puo' perdere alcune particelle: sono questi gli elementi cosiddetti radioattivi naturali. Nell' uranio la natura ha stipato 92 protoni in un nucleo che contiene complessivamente 235 oppure 238 particelle, caso unico in natura, se questo nucleo viene colpito da un neutrone a bassa velocita' esso normalmente si " fissiona ", vale a dire si spezza in due parti che si separano rapidamente, sviluppando calore. L' unico elemento che rallenta la fissione e' l'acqua " pesante ", invece di idrogeno usa il deuterio. La radioattivita' e' il potere che hanno alcune sostanze di emettere speciali radiazioni. In natura esistono elementi, quali radio, uranio, potassio, che sono radioattivi. E' inoltre possibile far diventare artificialmente radioattivi molti elementi che in natura non lo sono. Le radiazione emesse dalle sostanze radioattive non sono visibili ne' avvertibili da alcun senso umano, ma solo da strumenti adatti.

Tipi di radiazione

A ) RADIAZIONI ALFA - sono frammenti di materia estremamente pic coli ed invisibili; sono poco penetranti e basta un foglio di carte per fermarli.

B ) RADIAZIONI BETA - sono frammenti di materia di dimensioni pari a circa un ottomillesimo delle particelle alfa, sono piu' penetranti di queste e possono passare anche qualche millimetro di alluminio.

C ) RADIAZIONI GAMMA - sono piccole quantita' di energia, non hanno peso, quindi sono dello stesso tipo della radiazione luminosa non visibile, sono molto penetranti e passano anche notevoli spessori di ferro e cemento.

D ) NEUTRONI - sono frammenti di materia con peso uguale ad un quarto delle particelle alfa e con potere di penetrazione simile a quello delle radiazioni gamma.

Fra contaminazione e irraggiamento vi e' la stessa differenza che vi e' , per esempio, fra il carbone ed il calore da esso irradiato. La contaminazione infatti e' data da particelle di materiale radioattivo disperse su oggetti, sul suolo, nell' aria, mentre l' irraggiamento deriva dall' emanazione delle sostanze radioattive. La persona contaminata porta con se' la sorgente di emanazione radioattiva ed e quindi irradiata anche se si allontana dal luogo dove ha ricevuto la contaminazione. Per evitare l' irraggiamento basta invece allontanarsi dalla sorgente dell' emanazione radioattiva. Le radiazioni sono tanto piu\' pericolose quanto piu' penetrano nel nostro corpo e quanto piu' danno vi arrecano. Le piu' pericolose sono i neutroni e le radiazioni gamma, che, come le radiazioni X usate in medicina, possono attraversare tutto il nostro corpo e quindi danneggiare anche organi molto interni.

Reattori nucleari

I reattori nucleari sono utilizzati per produrre energia elettrica. L' energia ottenuta dai processi di fissione riscalda l'acqua che sotto forma di vapore, genera l'elettricita' . Un reattore nucleare e\' costituito dal nocciolo in cui e' situato il combustibile nucleare che si presenta sotto forma di barre. Nel nocciolo si trova il moderatore che ha lo scopo di rallentare i neutroni emessi dalle barre in modo che questi ultimi possano essere catturati dai nuclei di uranio e di conseguenza dar luogo ai processi di fissione. In ogni reattore sono presenti anche elementi di controllo della velocita' di reazione. Tali elementi sono rappresentati dalle barre di controllo ossia barre fatte di materiali che assorbono neutroni allo scopo di rallentare o addirittura bloccare la reazione al fine di garantire la sicurezza dell' impianto. A causa dell'enorme calore che raggiunge il nocciolo durante il funzionamento esso e' racchiuso in un contenitore di metallo costantemente raffreddato, inserito a sua volta in uno schermo tale da ridurre ulteriori radiazioni.

La sicurezza

Nel reattore di una centrale si svolge la stessa reazione a catena delle bombe, ma in forma rallentata e controllata: se qualcosa non funziona, un sistema di emergenza deve immediatamente intervenire per arrestare la reazione nucleare. Gli incidenti accaduti hanno dimostrato che puo'capitare che tali sistemi d' emergenza non funzionino a dovere. Per risolvere definitivamente il problema si stanno studiando reazioni nucleari e reattori cosidetti " Intrinsecamente sicuri ": cioe' reattori che, se qualcosa non va, si spengono da soli. Per il momento pero' fisici e ingegneri non sono riusciti a costruire neppure un prototipo di un simile reattore per poterne verificare la funzionalita' e la sicurezza. Ogni centrale nucleare ha un suo " tempo " per vivere, si parla di circa 30 anni per la vita media di una centrale e si misura in " scram ", cioe' la possibilita' di fermata della centrale, di errori e verifiche: Caorso, in un tempo molto breve aveva raggiunto circa 100 " scram ".

Le scorie

Gli isotopi radioattivi che si producono dalle reazioni nucleari dell' uranio sono talvolta di lunga vita: nel caso del plutonio 239 circa 24 mila anni! Ma anche periodi di pericolo radioattivo di qualche centinaio di anni sono gia' al di fuori di una capacita' di previsione scientifica umana per trovare materiali e tecniche di confinamento: chi puo' garantire per tanto tempo fusti di acciaio, barriere di calcestruzzo o teli impermeabili ? Dove fare le discariche nucleari ? Si e' parlato di strati geologici particolarmente profondi e stabili, di ghiacci del Polo Nord, persino di spedirne nello spazio, sperando che tutto non si risolva nello scaricare tutto a mare come si e' fatto con alcune armi nucleari ormai obsolete. Ma per ora il problema non si e' avvicinato di un nulla alla sua soluzione. E' dal 1995 che l' Italia aspetta di ricevere le 7000 tonnellate di rifiuti nucleari che abbiamo mandato a " trattare " all' estero, in un impianto nucleare di Sellafield, in Inghilterra, rappresentando una parte della eredita' delle nostre dismesse attivita' di produzione. Non disponendo di impianti di trattamento, l'Italia ha siglato un accordo con gli inglesi, i quali si sarebbero occupati delle riduzioni dei volumi e l' impacchettamento delle scorie. Nel frattempo l' Italia si sarebbe impegnata a trovare un sito idoneo a ospitare per millenni l' incomodo pattume nucleare. In Italia, distribuiti presso le ex-centrali nucleari o presso i centri di ricerca nucleare, esistono almeno 23 mila metri cubi di spazzatura nucleare, conservati con criteri che risultano sempre meno adeguati alla crescente severita' delle norme internazionali.

 

CHERNOBYL

Era l' una e ventitre' del 26 Aprile 1986 a Chernobyl, quando una fortissima esplosione dall' interno del reattore 4 della centrale nucleare provoco' lo scoppio del rivestimento d' acciaio, scagliandolo contro la vicina struttura di contenimento del cemento. Pezzi di grafite, di combustibile di uranio e barre di controllo vennero scagliate tutt'attorno all' edificio del reattore e parte del combustibile venne disperso nell' atmosfera, un gran numero di sostanze radioattive con tempi di decadimento assai variabili, dai due giorni e mezzo del molibdeno 239 ai ventiquattromila anni del plutonio 239. A causa delle condizioni meteorologiche di quel 26 Aprile, subito dopo l' incidente , la nube radioattiva venne trasportata verso nord-ovest, spostandosi poi verso nord dove causo' una significativa contaminazione della Bielorussia. Fra il 28 e il 29 Aprile la nube si spezzo' in due parti a causa di una corrente fredda che da ovest era diretta verso est. Una parte della nube si diresse verso nord-est, mentre l'altra ando' verso la Polonia e la Germania. Fra il 30 Aprile e il 1° Maggio nella Grecia, Italia, Svizzera, Australia e Cecoslovacchia. Nelle settimane successive tracce di cesio 137 e di iodio 131 vennero rilevate negli USA. La nube aveva fatto il giro del mondo.

Quanto e' costato l'errore di Chernobyl ?

A distanza di molti anni ancora nessuno e' in grado di indicare con esattezza il prezzo pagato in vite umane e beni. Nessuno puo' farlo perche' la radioattivita' non ha smesso di uccidere: i processi di degenerazione delle cellule richiedono molto tempo per manifestare le conseguenze piu' gravi. In questi anni si e' potuto constatare che i conti non tornano: i danni sono stati piu' gravi del previsto e bisognera' probabilmente rivedere anche la teoria generale sugli effetti delle varie dosi di radioattivita' , rivalutando il ruolo dei prodotti a vita breve, cioe' i radionuclidi che decadono piu' rapidamente perdendo radioattivita' . I dubbi riguardano le 270 mila persone che risiedono nelle zone definite " stricly controlled ", sottoposte cioe'a un rigoroso e costante esame. I danni di Chernobyl non sono quindi limitati alle prime scene strazianti, che scioccarono la comunita' internazionale, gli effetti di quel disastro, ora e' certo, si prolungano nel tempo, affiorano ancora oggi e continueranno a farlo nel corso del prossimo secolo. In Russia li chiamano " stalker ", il termine e' inglese significando " cacciatore ". Dopo l'incidente di Chernobyl, " stalker " e' diventato il soprannome degli specialisti che provarono a spegnere l' esplosione al reattore n.4: perche' anche loro entrarono in una zona in cui si era verificato qualcosa di anomalo e terribile. Furono circa 800.000 gli operatori inviati sul disastro che con mezzi di fortuna e a mani nude cercarono di coprire il reattore con il cemento facendone un sarcofago: in moltissimi morirono e i restanti portano ancora oggi sofferenze atroci, memoria di una follia che pesera' sulle generazioni future come un macigno. Il numero delle patologie di tutti i tipi: immunologiche, metaboliche, endocrinologhe, cardiovascolari e' duplicato. Al cospetto di tutto cio' , le notizie che vengono ancora tutt' oggi dal reattore n.4, non sono tranquillizzanti in quanto il sarcofago costruito per contenerne la radioattivita' e' fortemente crepato, possibile di rilasci in atmosfera di ulteriore radioattivita' . La comunita' europea ha stanziato fondi affinche' la Bielorussia spenga Chernobyl, impegnandosi a diversificare la produzione di energia elettrica e al risparmio. A di stanza di anni vi sono stati ulteriori controlli nei paesi occidentali e un rapporto del 1999 ad opera di una associazione privata francese, ha evidenziato tracce di radionuclidi su tutto l'arco alpino delle Alpi: la quantita'di cesio 137 e' stata circa 40 volte superiore alle quantita' gia' presenti nell'ambiente a causa dei test nucleari in atmosfera degli anni '60. Greenpeace si batte da anni per un ambiente libero dal nucleare, solo un abbandono costante e una soluzione sicura delle scorie permettera' di mettere la parola fine a 50 anni inquinamento nucleare a livello mondiale: i test nucleari, Chernobyl, Tokaimura, i trasporti via mare delle scorie, il riprocessamento sono le tematiche essenziali per affrontare un futuro senza nucleare. Numerosi e pericolosi incidenti si verificheranno ulteriormente se non verranno prese misure precauzionali tali da impedire la proliferazione nel mondo del nucleare.

Conclusioni

Sembrava potessimo finalmente tirare un sospiro di sollievo, segnali incoraggianti erano arrivati dalla firma degli accordi per la messa al bando dei test nucleari, la Germania lasciava presagire una profonda riflessione internazionale sul futuro della produzione di energia dalle centrali atomiche: poi il brusco risveglio. India e Pakistan, annunciano di voler far parte del club delle potenze atomiche con una raffica di test a sorpresa, gli Usa ignorando il trattato Abm che proibisce la sperimentazione di nuovi sistemi antibalistici, effettuano un test missilistico. Nel mese di Ottobre, la Russia risponde con quattro nuovi test missilistici: gli accordi di disarmo improvvisamente sembrano diventare carta straccia, crolla il mito della sicurezza delle centrali giapponesi leader della tecnologia mondiale. Ma l'uomo sbaglia anche in Giappone, butta l' uranio a secchiate nel calderone facendo esplodere la centrale di Tokaimura. In Europa si perdono le tracce di un contenitore di plutonio destinato agli impianti di La Hague in Francia, ricomparso dopo un mese in Inghilterra, scoperto per caso da due operai. Le testate atomiche ancora presenti in Europa sono 30 in Italia, di cui 20 ad Aviano e 10 a Ghedi ( BS ). Trenta bombe atomiche in un Paese pioniere, grazie a un referendum popolare (1987), abbandonando il nucleare civile, e' ancora disposto a patteggiare con gli Usa per tenere gli ordigni sul suo territorio. Purtroppo c'e' molto da fare ancora. Greenpeace non ha intenzione di abbassare la guardia, combattera' a lungo contro le multinazionali, i militari e lobby economiche che utilizzano ancora il nucleare come peso sul piatto della bilancia, come ha sempre fatto in tutti questi anni, dimostrera' pacificamente e informera' l'opinione pubblica dei reali rischi che il nucleare ci potra' portare: alcuni sostengono che per il pianeta non ci sia futuro, noi sosteniamo Greenpeace.

 

Greenpeace - Crema

Maggio 2000

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